Quanto costa la climatizzazione industriale?  

 

Quando si legge o si sente nominare la parola “industriale” si tende a fare una precisa associazione mentale: un grande spazio, molto ampio, con macchinari e persone che lavorano, grandi costi sia di produzione che di manutenzione.

Ora, sicuramente climatizzare un locale di una superficie molto estesa costa di più rispetto a climatizzare una stanza di casa di 15 metri quadri, ma sfatiamo subito un mito: non sempre la climatizzazione industriale è così onerosa o comunque grava così tanto sul bilancio aziendale.

Il tutto dipende dalla tecnologia e dalla soluzione che si decide di installare nel proprio capannone: ad esempio, se si sceglie un sistema che esegue solo una funzione, come solo raffrescamento per l’estate o, al contrario, solo riscaldamento per l’inverno, va da sé che il titolare dovrà acquistare non uno ma ben due impianti.

Ancora: se l’impianto è concettualmente obsoleto (ad esempio, riscaldamento con un grande salto di temperatura che comporta una stratificazione dell’aria calda sul soffitto e non ad altezza uomo dove ce né bisogno)  non riesce a concentrare i propri effetti caldi o freddi nelle zone di reale interesse rischiando di disperdere  energia (e denaro) inutilmente.

Altre volte il costo dipende invece dallo stabilimento stesso: quando è molto ampio, non è semplice trovare impianti in grado di riscaldare o raffreddare un’area vasta. La conseguenza? Nonostante la presenza della climatizzazione, i lavoratori non si accorgeranno neanche del suo funzionamento, quindi patiranno comunque il caldo in estate e soffriranno il freddo in inverno.

Non dimentichiamo poi la struttura del capannone stesso, il suo isolamento e il suo spessore: più l’edificio è vecchio, poco isolato, più necessiterà di un impianto potente e, spesso, più costoso, non tanto in termini di installazione quanto di consumo energetico.

Il costo della climatizzazione industriale varia quindi in funzione di tutti questi aspetti appena descritti, ma ciò che è certo è che non si tratta propriamente di un costo, ma di un investimento, un investimento intelligente che ogni titolare d’azienda o di palestre o di serre dovrebbe considerare per due motivi principali: il primo è che la climatizzazione consente ai lavoratori di lavorare meglio, con più comfort e serenità; il secondo è legato ai macchinari, perché le temperature eccessivamente alte o eccessivamente basse possono deteriorarli o rovinarne il funzionamento.

L’ideale sarebbe optare per soluzioni innovative con tecnologia in pompa di calore costituite da unità interne ed esterne, in grado di essere controllate da remoto in ogni loro parametro di funzionamento, ciò al fine di trovare il miglior assetto per lo specifico capannone (ad esempio controllando la portata dell’aria, il differenziale ottimale tra temperatura di aspirazione e produzione, la programmazione, il consumo energetico, ecc. ecc.). Oltre a ciò, facili da installare, trasferibili, silenziose e sostenibili dal punto di vista dell’ambiente. Impianti di questo tipo, infatti, consentono di essere velocemente trasferiti in caso di bisogno, non fanno rumore, quindi non arrecano fastidio a chi lavora all’interno del capannone e solitamente rappresentano un investimento contenuto per qualsiasi azienda o capannone o struttura di una superficie compresa tra i 300 e i 500 metri quadrati.

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